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approfondimento a cura di lorenzo giuliano

Lo scorso 4 maggio ZaLab, casa di produzione e distribuzione di cinema indipendente e sociale, ha organizzato al Nuovo Cinema Aquila di Roma una proiezione con dibattito di Mr Nobody Against Putin – il film contro tutte le guerre vincitore del premio Oscar come miglior documentario lo scorso marzo. Al dibattito post-proiezione hanno partecipato Davide Crudetti e Marco Mingolla (ZaLab), Alessia Del Prete e Irene Salti (Zinema) e Leonardo Pisa (UDU Sapienza).

Pavel Talankin è un giovane insegnante in una scuola primaria a Karabash, in Russia. Con lo scoppio della guerra contro l’Ucraina, dal governo russo vengono imposte regole e comportamenti che ragazzi e professori devono seguire per rafforzare il patriottismo del popolo russo. Pavel viene incaricato di girare dei filmati in cui sia possibile vedere come vengono rispettati questi comportamenti a scuola e il regista decide così di filmare la quotidianità delle giornate dei ragazzi, parlando con loro, facendosi vedere davanti la telecamera e analizzando il peso della propaganda all’interno dell’istituto scolastico. Quello che sarebbe dovuto essere solo un lavoro per la scuola e per il governo diventa rapidamente la testimonianza di come si vive in Russia durante il periodo di guerra e Talankin ritiene opportuno diffonderla a più persone possibili al mondo. Nel momento in cui David Borenstein entra in contatto con il regista, dopo averlo conosciuto attraverso giornalisti dissidenti, riceve il girato tramite dei sistemi criptati e sicuri per entrambi. A questo punto, a Talankin non resta che scappare dal proprio paese per non subire conseguenze dal governo – ma già quando trova la polizia sotto casa, capisce di essere tenuto sotto controllo. Il finale che vede il regista festeggiare con i propri alunni in piazza è l’ultimo invito che rivolge ai giovani di mettersi in discussione con i propri ideali e decidere autonomamente il proprio futuro, liberi.

«Mr Nobody Against Putin» di Talankin e Borenstein (Credits: ZaLab / Kino Lorber)

Davide Mingolla, durante il talk post-proiezione, ha raccontato perché ZaLab abbia deciso di distribuire il film nelle sale italiane: da subito si è mostrato come qualcosa di urgente e necessario da far vedere, anche perchè rappresenta uno spaccato di vita che non si vede spesso. L’avventura della distribuzione, spiega il distributore, non è stata per niente scontata perché di solito questi tipi di documentari non arrivano nelle sale italiane e la vittoria dell’Academy Award ha funzionato da ulteriore promotore. La decisione di inserire il sottotitolo Il film contro tutte le guerre ha contribuito nel dare una direzione al pubblico; purtroppo, i due registi Pavel Talankin e David Borenstein non sono mai passati per l’Italia e Talankin, ad oggi, vive nascosto.

Mr Nobody Against Putin
«Mr Nobody Against Putin» di Talankin e Borenstein (Credits: ZaLab / Kino Lorber)

Alessia Del Prete e Irene Salti hanno evidenziato come il documentario faccia riflettere molto sulla tematica che affronta e sul mezzo stesso che utilizza: filmare la realtà cosi com’è. Il regista non soltanto riprende, ma è parte integrante del documentario – tra l’altro, Talankin non nasce come documentarista ma è solo un professore che si è trovato nella posizione di dover girare alcuni video. Tutto questo contesto contribuisce a creare una messinscena spontanea e involontaria, con diverse identità toccate e molte persone che affrontano la guerra in maniera diversa, soffermandosi su come questa entri a far parte delle loro vite quotidiane. Il documentario diventa così accessibile a tutti, utilizzando un linguaggio diretto senza censure, riflettendo sulla propaganda e sui totalitarismi, portandoci a chiedere cosa possiamo fare per proteggere la comunità in cui viviamo.

Mr Nobody Against Putin
«Mr Nobody Against Putin» di Talankin e Borenstein (Credits: ZaLab / Kino Lorber)

Leonardo Pisa, coordinatore di Udu Sapienza, ha sottolineato la forte componente di critica sociale: Mr Nobody Against Putin documenta il disgregarsi della società civile e il progressivo pessimismo e tristezza che attanaglia le persone nel loro quotidiano, a causa di una guerra in corso. Il documentario mette bene in mostra l’attività compiuta dal regime totalitario, fino a che questo non si configura come una macchina disumanizzante e automatica. Restando all’interno dell’ambito dell’istruzione, Pisa ha poi confrontato il documentario con quello che si sta verificando in modo sempre crescente nei licei italiani, all’interno dei quali ai ragazzi viene richiesto di compilare sondaggi sul modo in cui si comportano i professori all’interno delle aule. E la stessa cosa pian piano sta succedendo nelle università dove uno dei consigli d’amministrazione è affidato al governo – il quale può decidere come gestire i fondi e quali sono le ricerche degne o meno da finanziare.

Mr Nobody Against Putin
«Mr Nobody Against Putin» di Talankin e Borenstein (Credits: ZaLab / Kino Lorber)

Dopo la proiezione e il talk, che ha messo l’accento su come tutto quello che si vede all’interno del documentario non è, alla fine, poi così lontano dalla nostra società attuale, il nostro consiglio è di andare a vedere Mr Nobody against Putin al cinema, parlarne e discuterne con amici e familiari – nel frattempo ci vediamo il prossimo 13 giugno, all’Anfiteatro della Martesana, con Tafano e Zalab.

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