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di emma

Rodeo è il lungometraggio d’esordio della regista francese Lola Quivoron, presentato al Festival di Cannes 2022 nella sezione Un Certain Regard. Memore della tradizione del cinema del reale francese contemporaneo – che ha la rappresentazione delle banlieue come soggetto principe degli ultimi anni – ma anche dei ritratti cinematografici di personaggi femminili forti e privi di scrupoli (come Ava di Léa Mysius nell’omonimo film del 2017 o Alexia/Adrien in Titane di Julia Ducournau), il film si incentra sulle vicende di Julia (Julie Ledru), una ragazza con una grande passione per le moto e poca tolleranza per qualsiasi altra cosa o persona, che fin dalle prime scene si conquista il proprio spazio sullo schermo picchiando e spintonando chi cerca di relegarla in un angolo. Con i suoi modi sgarbati e la sua rabbia, Julia non sembra provare nessuna emozione diversa dal rancore: la vediamo genuinamente sorridere solo quando monta su una sella e accelera verso l’orizzonte. Il furto della propria moto all’inizio del film è da lei vissuto quasi come l’improvvisa mancanza di una parte di sé – e fa passare tutto il resto in secondo piano.

“Rodeo” di Lola Quivoron (Credits: Les Films du Losange)

Julia ruba le moto ai rivenditori su eBay per partecipare ai cosiddetti rodeo, ovvero incontri illegali tra motociclisti che, occupando la strada, gareggiano o fanno acrobazie in moto. Si tratta di una sottocultura francese realmente esistente e piuttosto diffusa, tanto da causare una sistematica repressione da parte della polizia: numerosi, infatti, sono i feriti e i morti tra i ragazzi che vi partecipano. Ai rodeos non ci sono quasi mai ragazze: se ci sono, sono sedute sul prato a bordo della strada e guardano i propri ragazzi o amici guidare e, se salgono in sella, lo fanno solo per stare sul sedile posteriore. I ragazzi fanno di tutto per ignorare o infastidire Julia: l’unico a mostrarsi un minimo espansivo nei suoi confronti è il giovane Abra, che le spiega come fare alcuni stunt con la sua moto. Il rodeo viene bruscamente interrotto dall’arrivo della polizia: nel caos generale, alcuni ragazzi cascano a terra ferendosi anche gravemente. Julia si precipita a soccorrere gli sconosciuti – uno dei quali è proprio Abra – ma viene cacciata dalla maggior parte di loro in malo modo. Avendo perso la propria moto, rimedia un passaggio da uno dei gruppi partecipanti al rodeo, i B-Mores, che, seguendo gli ordini di Domino (il proprietario dell’officina che fa loro da sede operativa) recuperano moto usate e le rivendono cambiando le targhe. Poco dopo si diffonde la notizia dell’entrata in coma e successiva morte di Abra a causa dell’incidente. L’incontro tra Julia e Abra è quasi fatico: la sua morte diventa anche l’unica occasione per lei di entrare concretamente in un mondo maschile. Entrando a far parte del gruppo Julia continuerà a fare le proprie rapine – stavolta anche a beneficio dei B-Mores.

"Rodeo" di Lola Quivoron
“Rodeo” di Lola Quivoron (Credits: Les Films du Losange)

Julia si colloca al di là dei concetti di maschile o femminile: anzi, non è una ragazza più di quanto non sia un animale. Non ha apparenti obiettivi o interessi oltre a quello di sopravvivere – per lei esiste solo un presente di necessità primarie e costante emergenza. Non le interessa neanche accumulare chissà quanto denaro (nonostante il netto aumento dei guadagni dell’officina in seguito ai suoi colpi) dal momento che ruba tutto quello che le serve e non ha prospettive future. Per Julia la femminilità è solo ed esclusivamente performativa: gli unici momenti in cui interpreta perfettamente il proprio ruolo di genere sono durante le truffe ai venditori di motocicli. Fingendosi la giovane figlia di chiunque abbia fissato l’appuntamento al posto suo, osserva e scherza ai commenti degli uomini che la considerano chiaramente inesperta e incapace, poi insiste per provare la moto a tutti i costi e, una volta in sella,  sgomma via ridendo.

"Rodeo" di Lola Quivoron
“Rodeo” di Lola Quivoron (Credits: Les Films du Losange)

In più, come un animale, non si fida di nessuno e non si fa toccare da nessuno. Rodeo è un film di contatto, non solo tra persone ma anche tra pelle e asfalto. Le ferite sono tutt’altro che estranee ai personaggi: i rodeos sono fatti soprattutto di persone che si graffiano la pelle e si bruciano con le marmitte. La pelle è dove si mostra la vulnerabilità nella sua immediatezza, ed è perciò protetta e nascosta in tutti i modi. La reazione esagerata all’avvicinarsi di Julia da parte di Manel, uno dei ragazzi feriti all’inizio del film, è prova di un’insicurezza condivisa anche dal resto dei B-Mores: non si espongono i propri punti deboli all’altro. 

"Rodeo" di Lola Quivoron
“Rodeo” di Lola Quivoron (Credits: Les Films du Losange)

Perciò, nonostante all’interno del gruppo ci siano dei legami molto forti, non si smette mai di dover provare il proprio valore: ed è proprio quello che Julia continuerà a fare, incaricandosi, fra le altre cose, di provvedere alle spese per la moglie di Domino, Ophélia, e suo figlio, i quali si ritrovano chiusi in casa per la maggior parte del tempo. Qui Julia si mostra in grado anche di prendersi cura degli altri, dimostrando il proprio amore nell’unico modo che sa fare, ovvero condividendo con loro la propria adrenalina portandoli in moto. L’amicizia che si instaura tra le due donne (non priva in alcuni momenti di tensione omoerotica) è malvista da Domino; l’allontanamento forzato dalla famiglia – in contemporanea ad un pestaggio da parte di un anonimo membro del gruppo – rendono Julia sempre più sola e sempre più in preda alla necessità di provare sé stessa agli altri. Ciò la porterà ad escogitare un’elaborata rapina di gruppo: un assalto organizzato ad un camion pieno di moto nuove in movimento. 

"Rodeo" di Lola Quivoron
“Rodeo” di Lola Quivoron (Credits: Les Films du Losange)

Se il colpo all’apparenza può sembrare il prodotto di un’ambizione disperata in realtà non è altro che il culmine dell’arco tragico del personaggio di Julia: come già accennato, Julia non dà alcuna importanza ai soldi ma soprattutto non concepisce la dimensione del futuro come possibile per sé stessa. Diventa quindi chiaro non solo che la riuscita del colpo non è necessaria per Julia ma soprattutto che la sua dedizione totale al motociclismo è tale da superare anche il suo istinto di autoconservazione. 

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